Il mio orto abbonda, ma non son vegana,
amo il silenzio che dona ristoro,
vivo in campagna ma sfioro le città.
Non temo il progresso, non è distruzione,
ma molto è svanito col tempo che passa.
Mi affascina il mondo invisibile agli occhi,
mi perdo osservando l’immenso orizzonte.
Non vesto soltanto materie naturali,
ma il cotone è l’unico che la pelle accoglie.
Rispetto la terra, ma ancor di più il pensiero.
L’autoproduzione per me è libertà,
è cura di sé, degli altri, del mondo,
un gioco che unisce sapere e passione.